Differenze di EXPERTISE, differenze d’ESPERIENZE

Differenze di EXPERTISE

©Copyright Olga De Giorgi

 

Nell’approccio per competenze [modelli approfonditi nella II parte del mio e-book© dedicato presentato online ”qui”] i livelli di conoscenza e/o di competenza sono comunemente distinti in SAPERI, SAPER FARE, SAPER ”ESSERE” [per soft skills: vedasi KSA model© come da me sviluppato ed integrato]: 

nelle valutazioni dei livelli di competenze (se) presenti si  considerano sia le rilevazioni delle competenze tecnico-professionali|specialistiche attinenti strettamente al ruolo e posizione lavorativa/professionale o professione/mestiere/attività imprenditoriale e funzione, e sia le rilevazioni delle competenze trasversali, tra cui i soft skills SET [”qui”] applicabili indipendentemente dalle specificità di ruolo | professione | mestiere, area/reparto/divisione e settore/cat.merceologica, et.

 

La COMPETENZA si può sviluppare da quella che all’origine era un’ATTITUDINE, cioè una predisposizione, quindi ”competenza a livello potenziale”.

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[slide da e-book©Copyright Olga De Giorgi COMPETENZE MANAGERIALI ediz. sett.’15]

 

Un macro skills set è rilevabile dalle competenze componenti: il livello delle competenze è oggetto d’interesse nelle attività executive, sia in ambito di selezione del personale, e sia alcune fasi della progettazione formativa.

Mentre la scelta delle metodologie, tecniche e strumenti varia sulla base di determinati fattori, l’approccio per competenze  [modelli approfonditi nella II parte del mio e-book© dedicato presentato onlinequi”] si fonda su parametri oggettivi per le valutazioni sostanziali delle competenza (”qui”) [per soft skills: vedasi KSA model© come da me sviluppato ed integrato].

 

 

Dalle differenze d’EXPERTISE alle differenti ESPERIENZE

 

 

 

< Come si sviluppa la competenza? >

Lev Semënovič Vygotskij introduce il concetto di ZONA di SVILUPPO PROSSIMALE [ZSP] [visiona la mia pubblicazione© ”Sviluppo del potenziale di prossimità,, online ”qui”] in ottica prospettica, definendo la ZSP  come la distanza/lo spazio/l’area tra il livello attuale e il livello più alto di sviluppo potenziale: possibile espressione del potenziale ”di prossimità” per qualsiasi risorsa è agevolmente realizzabile mediante il supporto, la collaborazione, la guida di una persona più esperta [= competente] che accompagna oltre il livello attuale, sviluppando la competenza.

L’obbiettivo formativo di sviluppo / potenziamento di una competenza da livello attuale X

a livello desiderato Y avviene mediante un iter ben preciso..

Dall’esperienza di ognuno – in gergo comune – si riconosce che dapprima si esperisce una fase di ‘’scoperta’’ dell’informazione, seguita da una prima riflessione autonoma e/o condivisa, susseguita da una serie di ri-elaborazioni sostanziali del know how ”scoperto” (in fase d’apprendimento) coadiuvate dal supporto di una persona più esperta: le successive prime applicazioni come ”parte dell’esperienza attiva” cioè la sperimentazione di quanto appreso ex novo, denotano la presenza della competenza (generalmente) a livello di attitudine.

Dall’efficacia del processo d’apprendimento [”qui”]

ne consegue la trasferibilità sul piano operativodai saperi alle capacità ”agite”.

Plurime osservazioni dell’esperienze proprie ed altrui, omnicomprensive di ragionamenti, riflessioni, confronti, sperimentazioni, c.d. ‘’prove-errori’’ e le successive ulteriori ri-elaborazioni caratterizzano il processo d’apprendimento in cui sovvengono diverse variabili (..) connotandone l’imprinting e le Differenze di ESPERIENZE..

 

 

”Abbiamo già vissuto molti script, il processo di scrittura del nostro ‘script’
è in realtà più un processo di ‘riscrittura’ …
Come riconosciamo i copioni inefficaci dentro di noi,
possiamo proattivamente cominciare noi stessi a riscriverli.”
Stephen R. Covey

 

Traslando dagli assunti della pedagogia (educazione dei bimbi) all’educazione degli adulti [andragogia] i concetti di ZONA di SVILUPPO PROSSIMALE [ZSP] e SCAFFOLDING si focalizza sull’apprendimento possibile mediante la partecipazione collaborativa con l’ausilio di una persona esperta che incoraggia, guida ed orienta la discussione/riflessione, mentre osserva l‘evoluzione dei ‘’cambiamenti‘’: il riconoscimento concettuale della responsabilità dell’adulto nel proprio l’apprendimento è attribuito a M. Knowles che definisce con il Suo modello Andragogico un sistema che include (anche) gli assunti della pedagogia ricomprendendo quelle casistiche in cui si conferma l’adeguatezza del modello pedagogico nei casi in cui il discente abbisogna di un intervento formativo indipendentemente dalla propria consapevolezza di tale necessità – ad esempio relativamente a contenuti professionali specifici, aggiornamenti relativi alla normativa pertinente, know how a supporto del miglioramento di performances, ausilio di nuovi strumenti/tecnologia, etc..

Questo approccio è consigliato anche nei casi di forte dipendenza (psicologica) per scarsa autonomia manifestata dal soggetto interessato: in tali casi, la funzione della persona esperta è di facilitare la progressiva acquisizione di maggior autonomia ed assunzione della propria responsabilità in ambito formativo.

 

Dalle fasi del processo di apprendimento, al percorso formativo, costellati da plurime ESPERIENZE d’APPRENDIMENTO [Unique Value Experience] il ruolo ”attivo”del partecipante è inquadrato nell’Apprendimento Esperenziale [Experential Learning] di David A.Kolb riconduce al Suo modello gerarchico a fasi sequenziali il ciclo continuo d’apprendimento in cui ogni stadio è interdipendente:

fase 1:  Esperienza Concreta: apprendimento per compimento d’azione [coinvolgimento diretto] sulla base di percezioni e reazioni alle esperienze ;

fase 2:  Osservazione riflessiva: apprendimento per osservazione, ascolto e riflessione degli effetti dell’azione, circoscritta entro un dato contesto [comprensione dei significati];

fase 3:  Formazione di Concetti Astratti: apprendimento per analisi ed organizzazione logica di contenuti, sistematizzazione delle info/flussi, individuazione di regole e procedimenti/dinamiche [comprensione dei concetti generali e delle associazioni fra essi];

fase 4:  Sperimentazione Attiva: apprendimento per applicazione concreta nel nuovo know how nelle diverse circostanze e confronto dei risultati [ricerca di opzioni per il cambiamento/evoluzione].

Il ciclo di Kolb si basa (nda) una primaria ”esperienza contesto-dipende”, in cui la tipologia di ragionamenti prevalentemente di tipo induttivo, supporta le riflessioni volte a traslare l’applicabilità dell’esperienza trasversalmente, mediante i processi d’astrazione e generalizzazione nella formazione dei concetti [approfondimenti nel mio e-book© dedicato presentato online ”qui”].

La Formazione Esperenziale basata sul coinvolgimento attivo sia del Formatore/Docente che del Partecipante/discente si distingue dalle mere attività di ‘’animazione’’/entertainment: professionalmente  trattasi di un’iter formativo progettato in cui il percorso è articolato e strutturato con finalità specifiche [obbiettivi formativi] in base a cui sono scelte le c.d.”modalità” [metodi, tecniche, strumenti].

 

Lo Stile d’Apprendimento si differenzia dallo stile cognitivo in quanto maggiormente articolato nell’interazione di più variabili, tra cui: motivazione, locus of control / attribuzione [interno/esterno], obbiettivi d’apprendimento.

Tra le molteplici prospettive dei modelli di Stili di Apprendimento, Kolb introduce il concetto di Stile d’Apprendimento equilibrato, risultante dall’aderenza a più d’uno tra i 4 differenti Stili d’Apprendimento identificati dalla combinazione dei n.4 orientamenti:

EC – Orientamento all’Esperienza Concreta;

OR – Orientamento all’Osservazione Riflessiva;

CA – Orientamento alla Concettualizzazione Astratta;

SA – Orientamento alla Sperimentazione Attiva.

 

Con differente concettualizzazione Alessandro Antonietti fa corrispondere Stili d’Apprendimento rilevabili in ogni macro fasi del processo d’apprendimento:

I fase di Rappresentazione: predilezione della FORMA ESTERNA d’apprendimento: visivo VS verbale; concreto VS astratto.

II fase di Processo: preferenza di ELABORAZIONE delle INFORMAZIONI: azione concreta [tipo esecutivo] VS pianificazione di percorsi possibili [tipo ideativo]; dettagli [tipo analitico] VS quadro generale [tipo globale]; elaborazione simultanea VS sequenziale.

III fase di Atteggiamento: propensione nel MODO/APPROCCIO con cui ci si appresta a ‘scoprire’ elementi di novità e si è disposti a ri-strutturare i propri schemi mentali: liberale VS conservativo; elaborativo VS ritentivo.

 

Ronald R.Schmeck inquadra lo Stile d’Apprendimento dal connubio degli elementi della personalità, stile cognitivo e strategia d’apprendimento più efficace [comportamenti attuati con finalità d’apprendimento], delineando un modello che distingue tra n.3 tipologie principali di Stili:

  • Profondo: personalità introversa, riflessiva, analitica con locus interno [indipendente] e motivazione intrinseca, predisposta alla concettualizzazionepredilige schemi, teorie, ed è orientata all’analisi e sintesi [valutazione];
  • Elaborativo: personalità estroversa, impulsiva, creativa con locus interno [dipendente] e motivazione intrinseca\estrinseca, orientata alla personalizzazione, privilegia l’applicazione del proprio sistema di credenze nella (propria) quotidianeità, orientata alla propria crescita ed allo sviluppo personale, prevalentemente attraverso le emozioni;
  • Superficiale: personalità insicura, ansiosa con locus esterno [dipendente] e motivazione estrinseca, sceglie la memorizzazione, ed opta per la riproduzione in senso stretto della nozione – è costantemente presente la paura del fallimento.

Secondo Schmeck lo Stile d’Apprendimento indica la tendenza costante, presente in svariati contesti, a favorire e scegliere determinate modalità per apprendere rispetto ad altre: l’approccio complessivo spazia dalla preferenza di percezione (dell’evento-stimolo) all’effettiva reazione di fronte alle diverse ”situazioni d’apprendimento”.

 

“La logica ti porterà da A a B. L’immaginazione ti porterà ovunque.”
                     Albert Einstein

 

Differenti ESPERIENZE d’apprendimento .. scelte?

 

 

©Copyright Olga De Giorgi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

agg. links 12/1/'23
Pubblicato in SVILUPPO del POTENZIALE.

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