Legge n°81/2017: il ‘’Jobs Act per gli Autonomi‘’ libera potenzialità

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 Legge n°81/2017: il ‘’Jobs Act per gli Autonomi‘’ libera potenzialità

Le importanti modifiche poste con la Legge n°81/2017 [capo I : per lavoratori autonomi]

segnatamente in rif. alle diverse normative precedenti

implicano significative novità nel disegno dello scenario complessivo del ‘’mondo del lavoro’’

 

DOCUMENTI ONLINE [FONTI # consultabili]

Capo I >  TUTELA DEL LAVORO AUTONOMO                                           artt.1 > 17  in PDF: da p.5 > 9+note

Capo II >  LAVORO AGILE [c.d. Smart working per lavoratori dip.]     artt.18 > 24 in PDF: da p.9 > 11+note

Capo III > DISPOSIZIONI FINALI                                                                   artt.25+26  in PDF: p.11 e 12+note

 

Effetti della Legge n°81/2017

nota come ‘’Jobs Act degli Autonomi’’

 

Le importanti modifiche poste con la Legge n°81/2017 [capo I : per lavoratori autonomi]

segnatamente in rif. alle diverse normative precedenti  [>visionare gli artt. pertinenti a seguire]

implicano significative novità nel disegno dello scenario complessivo del ‘’mondo del lavoro’’

  • equiparando i lavoratori autonomi [inclusi i liberi professionisti] a PMI ed estendendo il concetto di nullità del contratto per abuso in rif. alla questione di < dipendenza economica > nei rapporti tra lavoratori autonomi [inclusi i liberi professionisti] ed impresa committente, la normativa risolve una serie di ‘’carenze del precedente sistema’’: la L.n°81/2017 indica la corretta regolamentazione formale con contratto relativo al progetto [se è tale l’oggetto dell’accordo] in alternativa al rapporto di lavoro caratterizzato da esecuzione autonoma delle attività [e mansioni] da parte del lavoratore autonomo [incluso il libero professionista] che in collaborazione coordinata e continuativa presta la propria opera all’impresa committente [è il caso per gli ''Agenti mono-mandatari in p.Iva'' – ad es.] ;

CONTRATTI di COLLABORAZIONE : COORDINATA CONTINUATIVA O..LAVORO AUTONOMO? (secondo normativa)  (leggi)

COLLABORAZIONI IN PROGETTI: QUALI CONTRATTI? (leggi)

  • rispetto all’identificazione di attività coordinata continuativa intesa ad includere l’esecuzione autonoma di attività [ad es. da parte del libero professionista] la L.n°81/2017 consente (con ciò)  il diritto all’indennità DIS-COLL anche per i lavoratori autonomi ;
  • liberando  potenzialità nell’ampliare il raggio d’azione del lavoratore autonomo [incluso il libero professionista] la L.n°81/2017 formalmente consente la creazione di reti d’impresa miste e/o consorzi e/o associazioni [temporanee].  Questa normativa identifica l’istituzione di un apposito  sportello c/o centri per l’impiego ed agenzie autorizzate da ANPAL, dedicato a lavoratori autonomi per accedere a tutte le info d'avvio attività, trasformazioni, accesso al credito, E partecipazione a bandi per l’assegnazione di incarichi personali di consulenza e ricerca nella P.A. ;
  • ribadendo l’obbligatorietà dei contratti scritti e la tutela rispetto alla regolarità dei pagamenti spettanti al lavoratore autonomo [inclusi i liberi professionisti], la L. n°81/2017 espressamente specifica che sono a carico del committente tutte le spese sostenute nel corso dell’esecuzione della commessa [contratto avente per oggetto la prestazione d’opera / le attività professionali] ;
  • impegnando con continuità il tavolo tecnico di confronto su temi attinenti a modelli previdenziali, welfare e formazione professionale, la L.n°81/2017 ri-afferma l’importanza delle realtà dei lavoratori autonomi [inclusi i liberi professionisti] ;
  • riconoscendo il diritto all’apprendimento permanente in modalità formali, non formali od informali sia a lavoratori autonomi [inclusi i liberi professionisti] sia a lavoratori dipendenti impiegati nello svolgimento delle proprie attività in modalità < agile >  [c.d. smart working] la L. n°81/2017 indica i quantum annui delle detrazioni spettanti al 100%  agevolando e confermando la valenza della Formazione (continua).

Artt. + NOTE  pertinenti [#]

CAPO I

TUTELA DEL LAVORO AUTONOMO

Art. 1. Ambito di applicazione   

  1. Le disposizioni del presente capo si applicano ai rapporti di lavoro autonomo di cui al titolo III del libro

quinto del codice civile, ivi inclusi i rapporti di lavoro autonomo che hanno una disciplina particolare ai sensi

dell’articolo 2222 del codice civile.

NOTE > l’art. 2222 del codice civile: «Art. 2222 (Contratto d’opera). — Quando una persona si obbliga a compiere verso un corrispettivo un’opera o un servizio, con lavoro prevalentemente proprio e senza vincolo di subordinazione nei confronti del committente, si applicano le norme di questo capo, salvo che il rapporto abbia una disciplina particolare nel libro IV.».

Art. 2. Tutela del lavoratore autonomo nelle transazioni commerciali

  1. Le disposizioni del decreto legislativo 9 ottobre 2002, n. 231, si applicano, in quanto compatibili, anche alle transazioni commerciali tra lavoratori autonomi e imprese, tra lavoratori autonomi e amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, o tra lavoratori autonomi, fatta salva l’applicazione di disposizioni più favorevoli.

NOTE > Il testo del decreto legislativo 9 ottobre 2002, n. 231 (Attuazione della direttiva 2000/35/CE relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali) è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 23 ottobre 2002, n. 249.

Art. 3. Clausole e condotte abusive

  1. Si considerano abusive e prive di effetto le clausole che attribuiscono al committente la facoltà di modificare

unilateralmente le condizioni del contratto o, nel caso di contratto avente ad oggetto una prestazione continuativa,

di recedere da esso senza congruo preavviso nonché le clausole mediante le quali le parti concordano termini di

pagamento superiori a sessanta giorni dalla data del ricevimento da parte del committente della fattura o della

richiesta di pagamento.

  1. Si considera abusivo il rifiuto del committente di stipulare il contratto in forma scritta.
  2. Nelle ipotesi di cui ai commi 1 e 2 il lavoratore autonomo ha diritto al risarcimento dei danni, anche promuovendo un tentativo di conciliazione mediante gli organismi abilitati.
  3. Ai rapporti contrattuali di cui al presente capo si applica, in quanto compatibile, l’articolo 9 della legge 18 giugno 1998, n. 192, in materia di abuso di dipendenza economica.

NOTE > l’art. 9 della legge 18 giugno 1998, n. 192 (Disciplina della subfornitura nelle attività produttive):

«Art. 9 (Abuso di dipendenza economica).

  1. È vietato l’abuso da parte di una o più imprese dello stato di dipendenza economica nel quale si trova, nei suoi o nei loro riguardi, una impresa cliente o fornitrice. Si considera dipendenza economica la situazione in cui una impresa sia in grado di determinare, nei rapporti commerciali con un’altra impresa, un eccessivo squilibrio di diritti e di obblighi. La dipendenza economica è valutata tenendo conto anche della reale possibilità per la parte che abbia subìto l’abuso di reperire sul mercato alternative soddisfacenti.
  2. L’abuso può anche consistere nel rifiuto di vendere o nel rifiuto di comprare, nella imposizione di condizioni contrattuali ingiustificatamente gravose o discriminatorie, nella interruzione arbitraria delle relazioni commerciali in atto.
  1. Il patto attraverso il quale si realizzi l’abuso di dipendenza economica è nullo. Il giudice ordinario competente conosce delle azioni in materia di abuso di dipendenza economica, comprese quelle inibitorie e per il risarcimento dei danni.

3 -bis . Ferma restando l’eventuale applicazione dell’art. 3 della legge 10 ottobre 1990, n. 287, l’Autorità garante della concorrenza e del mercato può, qualora ravvisi che un abuso di dipendenza economica abbia rilevanza per la tutela della concorrenza e del mercato, anche su segnalazione di terzi ed a seguito dell’attivazione dei propri poteri di indagine ed esperimento dell’istruttoria, procedere alle diffide e sanzioni previste dall’art. 15 della legge 10 ottobre 1990, n. 287, nei confronti dell’impresa o delle imprese che abbiano commesso detto abuso. In caso di violazione diffusa e reiterata della disciplina di cui al decreto legislativo 9 ottobre 2002, n. 231, posta in essere ai danni delle imprese, con particolare riferimento a quelle piccole e medie, l’abuso si configura a prescindere dall’accertamento della dipendenza economica.».

Art. 8. Disposizioni fiscali e sociali

  1. All’articolo 54, comma 5, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, il secondo periodo è sostituito dai seguenti: «I limiti di cui al periodo precedente non si applicano alle spese relative a prestazioni alberghiere e di somministrazione di alimenti e bevande sostenute dall’esercente arte o professione per l’esecuzione di un incarico e addebitate analiticamente in capo al committente. Tutte le spese relative all’esecuzione di un incarico conferito e sostenute direttamente dal committente non costituiscono compensi in natura per il professionista».

NOTE > l’art. 54, comma 5, del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 (Approvazione del testo unico delle imposte sui redditi [Testo post riforma 2004], come modificato dalla presente legge:

«Art. 54 (Determinazione del reddito di lavoro autonomo [Testo post riforma 2004]).

  1. Le spese relative a prestazioni alberghiere e a somministrazioni di alimenti e bevande sono deducibili nella misura del 75 per cento, e, in ogni caso, per un importo complessivamente non superiore al 2 per cento dell’ammontare dei compensi percepiti nel periodo d’imposta. I limiti di cui al periodo precedente non si applicano alle spese relative a prestazioni alberghiere e di somministrazione di alimenti e bevande sostenute dall’esercente arte o professione per l’esecuzione di un incarico e addebitate analiticamente in capo al committente.

Tutte le spese relative all’esecuzione di un incarico conferito e sostenute direttamente dal committente non costituiscono compensi in natura per il professionista. Le spese di rappresentanza sono deducibili nei limiti dell’1 per cento dei compensi percepiti nel periodo di imposta.

Sono comprese nelle spese di rappresentanza anche quelle sostenute per l’acquisto o l’importazione di oggetti di arte, di antiquariato o da collezione, anche se utilizzati come beni strumentali per l’esercizio dell’arte o della professione, nonché quelle sostenute per l’acquisto o l’importazione di beni destinati ad essere ceduti a titolo gratuito.

Sono integralmente deducibili, entro il limite annuo di 10.000 euro, le spese per l’iscrizione a master e a corsi di formazione o di aggiornamento professionale nonché le spese di iscrizione a convegni e congressi, comprese quelle di viaggio e soggiorno.

Sono integralmente deducibili,entro il limite annuo di 5.000 euro, le spese sostenute per i servizi personalizzati di certificazione delle competenze, orientamento, ricerca e sostegno all’auto-imprenditorialità, mirate a sbocchi occupazionali effettivamente esistenti e appropriati in relazione alle condizioni del mercato del lavoro, erogati dagli organismi accreditati ai sensi della disciplina vigente.

Sono altresì integralmente deducibili gli oneri sostenuti per la garanzia contro il mancato pagamento delle prestazioni di lavoro autonomo fornita da forme assicurative o di solidarietà. ».

Art. 9. Deducibilità delle spese di formazione e accesso alla formazione permanente

  1. All’articolo 54, comma 5, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della

Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, le parole: «; le spese di partecipazione a

convegni, congressi e simili o a corsi di aggiornamento professionale, incluse quelle di viaggio e soggiorno sono

deducibili nella misura del 50 per cento del loro ammontare » sono sostituite dalle seguenti: «. Sono integralmente

deducibili, entro il limite annuo di 10.000 euro, le spese per l’iscrizione a master e a corsi di formazione o di

aggiornamento professionale nonché le spese di iscrizione a convegni e congressi, comprese quelle di viaggio e

soggiorno. Sono integralmente deducibili, entro il limite annuo di 5.000 euro, le spese sostenute per i servizi

personalizzati di certificazione delle competenze, orientamento, ricerca e sostegno all’auto-imprenditorialità,

mirate a sbocchi occupazionali effettivamente esistenti e appropriati in relazione alle condizioni del mercato del

lavoro, erogati dagli organismi accreditati ai sensi della disciplina vigente. Sono altresì integralmente deducibili

gli oneri sostenuti per la garanzia contro il mancato pagamento delle prestazioni di lavoro autonomo fornita da

forme assicurative o di solidarietà».

Art. 10. Accesso alle informazioni sul mercato e servizi personalizzati di orientamento, riqualificazione e ricollocazione

  1. I centri per l’impiego e gli organismi autorizzati alle attività di intermediazione in materia di lavoro ai sensi

della disciplina vigente si dotano, in ogni sede aperta al pubblico, di uno sportello dedicato al lavoro autonomo,

anche stipulando convenzioni non onerose con gli ordini e i collegi professionali e le associazioni costituite ai sensi degli articoli 4, comma 1, e 5 della legge 14 gennaio 2013, n. 4, nonché con le associazioni comparativamente più rappresentative sul piano nazionale dei lavoratori autonomi iscritti e non iscritti ad albi professionali.

  1. L’elenco dei soggetti convenzionati di cui al comma 1 è pubblicato dall’Agenzia nazionale per le politiche

attive del lavoro (ANPAL) nel proprio sito internet. Le modalità di trasmissione all’ANPAL delle convenzioni e

degli statuti dei soggetti convenzionati sono determinate con decreto del Ministero del lavoro e delle politiche

sociali.

  1. Lo sportello dedicato di cui al comma 1 raccoglie le domande e le offerte di lavoro autonomo, fornisce le

relative informazioni ai professionisti ed alle imprese che ne facciano richiesta, fornisce informazioni relative alle

procedure per l’avvio di attività autonome e per le eventuali trasformazioni e per l’accesso a commesse ed appalti

pubblici, nonché relative alle opportunità di credito e alle agevolazioni pubbliche nazionali e locali.

NOTE > articoli 4 e 5 della legge 14 gennaio 2013, n. 4 (Disposizioni in materia di professioni non organizzate)

Art. 4 (Pubblicità delle associazioni professionali) C.1, c.2, c.3 [focus on c.1] E Art. 5 (Contenuti degli elementi informativi)

Legge n°4/2013 (quando è) per FORMATORI, COACH

& ASSOCIAZIONI assimilabili di cat. ‘’Coach’’ ‘’Formatori’’ 

 

Art. 12. Informazioni e accesso agli appalti pubblici e ai bandi per l’assegnazione di incarichi e appalti privati

1)Le amministrazioni pubbliche promuovono, in qualità di stazioni appaltanti, la partecipazione dei lavoratori autonomi agli appalti pubblici per la prestazione di servizi ai bandi per l’assegnazione di incarichi personali di consulenza o ricerca, in particolare favorendo il loro accesso alle informazioni relative alle gare pubbliche, anche attraverso gli sportelli di cui all’articolo 10, comma 1, e la loro partecipazione alle procedure di aggiudicazione.

2)Ai fini dell’accesso ai piani operativi regionali e nazionali a valere sui fondi strutturali europei, i soggetti di cui al presente capo sono equiparati alle piccole e medie imprese. All’articolo 1 della legge 28 dicembre 2015, n.208, il comma 821 è abrogato.

3)Al fine di consentire la partecipazione ai bandi e concorrere all’assegnazione di incarichi e appalti privati, è riconosciuta ai soggetti che svolgono attività professionale, a prescindere dalla forma giuridica rivestita, la possibilità:

a) di costituire reti di esercenti la professione e consentire agli stessi di partecipare alle reti di imprese, in forma di reti miste, di cui all’articolo 3, commi 4 -ter e seguenti, del decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009, n. 33, con accesso alle relative provvidenze in materia;

b) di costituire consorzi stabili professionali;

c) di costituire associazioni temporanee professionali, secondo la disciplina prevista dall’articolo 48 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, in quanto compatibile.

Visionare NOTE  > PAG.16 + PAG.17  in PDF 

 

Art. 15. Modifiche al codice di procedura civile

  1. Al codice di procedura civile sono apportate le seguenti modificazioni.

a) all’articolo 409, numero 3), dopo le parole: «anche se non a carattere subordinato» sono aggiunte le seguenti:

«. La collaborazione si intende coordinata quando, nel rispetto delle modalità di coordinamento stabilite

di comune accordo dalle parti, il collaboratore organizza autonomamente l’attività lavorativa»;

E ciò consente il diritto all’indennità DIS-COLL di cui all’art.7, c.1 [che modifica l’art.15-bis del DL 22 del 22/3/2015] Art. 7. Stabilizzazione ed estensione dell’indennità di disoccupazione per i lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa - DIS-COLL

1) All’articolo 15 del decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22, sono aggiunti, in fine, i seguenti commi:

«15 -bis . A decorrere dal 1º luglio 2017 la DIS-COLL è riconosciuta ai soggetti di cui al comma 1

+NOTE

b) all’articolo 634, secondo comma, dopo le parole: «che esercitano un’attività commerciale» sono inserite le

seguenti: «e da lavoratori autonomi».

NOTE > l’art. 409, numero 3), del codice di procedura civile, come modificato dalla presente legge:

«Art. 409 (Controversie individuali di lavoro). — Si osservano le disposizioni del presente capo nelle controversie relative a:

1) rapporti di lavoro subordinato privato, anche se non inerenti all’eserciziodi una impresa;

2) rapporti di mezzadria, di colonia parziaria, di compartecipazione agraria, di affitto a coltivatore diretto, nonché rapporti derivanti da altri contratti agrari, salva la competenza delle sezioni specializzate agrarie;

3) rapporti di agenzia, di rappresentanza commerciale ed altri rapporti di collaborazione che si concretino in una prestazione di opera continuativa e coordinata, prevalentemente personale, anche se non a carattere subordinato . La collaborazione si intende coordinata quando, nel rispetto delle modalità di coordinamento stabilite di comune accordo dalle parti, il collaboratore organizza autonomamente l’attività lavorativa ;

(..)

 

Art. 17. Tavolo tecnico di confronto permanente sul lavoro autonomo

  1. Al fine di coordinare e di monitorare gli interventi in materia di lavoro autonomo, presso il Ministero del lavoro

e delle politiche sociali è istituito un tavolo tecnico di confronto permanente sul lavoro autonomo, composto da

rappresentanti designati dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, nonché dalle associazioni sindacali dei

lavoratori e dei datori di lavoro e dalle associazioni di settore comparativamente più rappresentative a livello nazionale, con il compito di formulare proposte e indirizzi operativi in materia di politiche del lavoro autonomo con particolare riferimento a:

a) modelli previdenziali;

b) modelli di welfare;

c) formazione professionale.

(..) 

 

 

Legge n°81/2017: non solo ‘’Jobs Act per gli Autonomi ‘’

                                                                                  

Entro la stessa normativa è interessante osservare che è riconosciuto il diritto all’apprendimento permanente in modalità formali, non formali od informali sia per i lavoratori autonomi [in rif. all’art.9, c.1] sia per i lavoratori dipendenti che svolgono le attività in modalità < agile > secondo la definizione specificata nella  L.n°81/2017 nel capo II [LAVORO AGILE - c.d. Smart working per lavoratori dip.] al c.2 dell’art.20.

E’ altresì interessante annotare che proprio allo stesso c.2 è prevista l’obbligatorietà della certificazione periodica delle competenze:

‘’chi’’ effettua la certificazione delle competenze periodica nelle numerosissime

società de-strutturate o semi-strutturate [= in assenza di Direzione HR]?

Generalmente è in occasione del semestrale O annuale incontro di Performance Review  O Apprasail, ovvero la valutazione delle prestazioni lavorative [non soltanto performances=KPI (!)]

 

 Performance Management Appraisal process : focus on APPRAISAL

 

Art. pertinente

Capo II

LAVORO AGILE

[c.d. Smart working per lavoratori dip.]

Art. 20. Trattamento, diritto all’apprendimento continuo e certificazione delle competenze del lavoratore

  1. Il lavoratore che svolge la prestazione in modalità di lavoro agile ha diritto ad un trattamento economico e

normativo non inferiore a quello complessivamente applicato, in attuazione dei contratti collettivi di cui all’articolo 51 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, nei confronti dei lavoratori che svolgono le medesime mansioni esclusivamente all’interno dell’azienda.

  1. Al lavoratore impiegato in forme di lavoro agile ai sensi del presente capo può essere riconosciuto,

nell’ambito dell’accordo di cui all’articolo 19, il diritto all’apprendimento permanente, in modalità formali, non

formali o informali, e alla periodica certificazione delle relative competenze.

PLUS FORMAZIONE con FORMATORE

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agg.7/'18

 

 

 

Olga De Giorgi

HR & Sales Consultant, Formatore & Autore, Consulente di Selezione [profili qualificati]

 

 

 

 

 

# FONTI già inserite nel testo [doc. PDF e links]