Legge n°4/2013 per FORMATORI, COACH & ASSOCIAZIONI

©Copyright Olga De Giorgi

 

Legge n°4/2013 (quando è) per FORMATORI, COACH

& ASSOCIAZIONI assimilabili di categoria (‘’Coach’’|‘’Formatori’’)

Mentre la Legge n°4/2013 è chiara rispetto alla regolamentazione delle attività professionali ‘’non organizzate in ordini e collegi’’ cioè esenti dall’obbligo d’iscrizione in appositi albi e contemporaneamente esenti da iscrizioni in associazioni [assimilabili per cat. ‘’coach’’ ‘’formatori’’] per l’espletamento delle proprie attività, si osserva ‘’confusione’’ sia da parte degli operatori del mercato [selezionatori e professionisti direttamente coinvolti] e sia da parte dell’utenza destinataria dei servizi professionali [clienti finali].

Effetti della Legge n°4/2013

per PROFESSIONISTI & ASSOCIAZIONI:

valevole anche per FORMATORI, COACH

& ASSOCIAZIONI assimilabili di categoria (‘’Coach’’|‘’Formatori’’)

A seguire alcune precisioni e chiarimenti circa le ”confusioni” generate dall’erroneo ausilio delle diciture:

  • ”Certificazione delle competenze” impossibile mediante le < associazioni > ivi incluse le assimilabili per categoria (‘’coach’’|‘’formatori’’) in rif. alla L. n°4/2013
  • ”Certificazione di Qualifica Professionale” impossibile mediante le < associazioni > ivi incluse le assimilabili per categoria (‘’coach’’|‘’formatori’’) in rif. alla L. n°4/2013
  • ”Professionisti certificati” impossibile mediante le < associazioni > ivi incluse le assimilabili per categoria (‘’coach’’|‘’formatori’’) in rif. alla L. n°4/2013
  • ”Formatori e Coach certificati” impossibile mediante le < associazioni > ivi incluse le assimilabili categoria (‘’coach’’|‘’formatori’’) in rif. alla L. n°4/2013
  • ”Professionisti accreditati” impossibile mediante le < associazioni > ivi incluse le assimilabili per categoria (‘’coach’’|‘’formatori’’) in rif. alla L. n°4/2013
  • ”Formatori e Coach accreditati” impossibile mediante le < associazioni > ivi incluse le assimilabili categoria (‘’coach’’|‘’formatori’’) in rif. alla L. n°4/2013

Ai sensi dell’art. 7 (sistema di attestazione) sono rilasciate ”attestazioni”  dalle associazioni professionali [art. 2 della L. n°4/2013] in cui sono ricomprese le associazioni assimilabili per categoria ‘’coach’’|‘’formatori’’

 

DOCUMENTI ONLINE

in PDF la stessa Legge n°4/2013 pubblicata in Gazzetta Ufficiale n°22 [01/’13] [da pag.5 a pag.7 > 10] consultabile sul sito web ufficiale G.U. al link diretto: http://www.gazzettaufficiale.it/eli/gu/2013/01/26/22/sg/pdf

 

  • FAQ inerenti la L.n°4/2013 consultabili sul sito web ufficiale del Ministero dello Sviluppo Economico al link diretto: http://www.sviluppoeconomico.gov.it/index.php/it/assistenza/domande-frequenti/2029843-faq-disposizioni-in-materia-di-professioni-non-organizzate-in-ordini-o-collegi

 

 

  • in PDF gli ‘’ERRORI frequenti delle ASSOCIAZIONI’’ evidenziati dal Ministero dello Sviluppo Economico consultabile sul sito web ufficiale del Ministero dello Sviluppo Economico al link diretto: http://www.sviluppoeconomico.gov.it/images/stories/documenti/professioni_non_organizzate_errori_pi%C3%B9_frequenti_6_ottobre_2016.pdf

 

Legge n°4/2013 per PROFESSIONISTI & ASSOCIAZIONI:

include FORMATORI, COACH

& ASSOCIAZIONI assimilabili di categoria (‘’Coach’’|‘’Formatori’’)

 

Si consideri gli articoli pertinenti estratti dal documento di Legge n°4/2013 [PDF G.U.]: art.1, commi 2, 4, 5; art.4, c.1 II cpv; art.6, c.1; art.7, c.2

 

Art. 1. Oggetto e definizioni

  1. Ai fini della presente legge, per «professione non organizzata in ordini o collegi», di seguito denominata

«professione», si intende l’attività economica, anche organizzata, volta alla prestazione di servizi o di opere a

favore di terzi, esercitata abitualmente e prevalentemente mediante lavoro intellettuale, o comunque con il concorso di questo, con esclusione delle attività riservate per legge a soggetti iscritti in albi o elenchi ai sensi dell’art. 2229 del codice civile, delle professioni sanitarie e relative attivita’ tipiche o riservate per legge e delle attività e dei mestieri artigianali, commerciali e di pubblico esercizio disciplinati da specifiche normative.  [comma così modificato dalla Legge n.3/2018 : art.12 c.8]

  1. L’esercizio della professione è libero e fondato sull’autonomia, sulle competenze e sull’indipendenza di

giudizio intellettuale e tecnica, nel rispetto dei principi di buona fede, dell’affidamento del pubblico e della clientela, della correttezza, dell’ampliamento e della specializzazione dell’offerta dei servizi, della responsabilità del professionista.

  1. La professione è esercitata in forma individuale, in forma associata, societaria, cooperativa o nella forma del

lavoro dipendente.

 

Art. 4. Pubblicità delle associazioni professionali 

c.1, II cpv ‘’Nei casi in cui autorizzano i propri associati ad utilizzare il riferimento

all’iscrizione all’associazione quale marchio o attestato di qualità e di qualificazione professionale dei propri servizi, anche ai sensi degli articoli 7 e 8 della presente legge, osservano anche le prescrizioni di cui all’art. 81 del decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59.’’

 

Art. 6. Autoregolamentazione volontaria

  1. La presente legge promuove l’autoregolamentazione volontaria e la qualificazione dell’attività dei soggetti che

esercitano le professioni di cui all’art. 1, anche indipendentemente dall’adesione degli stessi ad una delle associazioni di cui all’art. 2. [cfr. Associazioni Professionali]

 

Art. 7. Sistema di attestazione

  1. Le attestazioni di cui al comma 1 non rappresentano requisito necessario per l’esercizio dell’attività professionale.

 

 

 

In accordo con quanto il Ministero dello Sviluppo Economico ha segnalato sul proprio sito web in relazione alle regolamentazioni di cui alla L. n°4/2013, si ricorda il rispetto di alcuni punti in particolare per la corretta interpretazione di regole e concetti:

 

  • Estratto dalle FAQ online del Ministero dello Sviluppo Economico :

‘’L’iscrizione di una associazione nell’elenco di cui al comma 7 costituisce “riconoscimento” dell’associazione stessa? NO, l’elenco ha una finalità esclusivamente informativa e non un valore di graduatoria o di rilascio di giudizi di affidabilità da parte del Ministero dello Sviluppo Economico.’’

il Ministero dello Sviluppo Economico distingue:

‘’L’elenco è distinto in tre sezioni:

  • Associazioni che non rilasciano l’attestato di qualità dei servizi
    Si tratta di quelle associazioni professionali che possiedono i requisiti fondamentali previsti dalla legge, ma non intendono autorizzare i propri iscritti, o una parte di loro, ad utilizzare il riferimento all’iscrizione come marchio/attestato di qualità dei servizi offerti, anche se vengono comunque previste alcune garanzie per il consumatore (ad esempio, il codice di condotta e lo sportello per il consumatore)
  • Associazioni che rilasciano l’attestato di qualità dei servizi
    Sono quelle associazioni che autorizzano i propri iscritti, o quanto meno una loro parte, ad utilizzare in tal modo il riferimento all’iscrizione: è evidente che questo comporta una maggiore assunzione di responsabilità da parte dell’associazione stessa.

(..)

Le associazioni possono anche autorizzare i propri iscritti ad utilizzare il riferimento all’iscrizione all’associazione come marchio/attestato di qualità dei propri servizi (a determinate condizioni); in tal caso devono possedere ulteriori requisiti, individuati dagli artt. 4 e 5 dalla legge.

(..)

L’inserimento di un’ associazione di professionisti in questo elenco non costituisce in alcun modo un riconoscimento giuridico della professione da essi esercitata. Questo può avvenire solo a seguito di specifici provvedimenti legislativi riguardanti la professione stessa.

Il ruolo delle associazioni

La legge individua un particolare ruolo per le associazioni professionali (articolo 2). Ad esempio:

  • non hanno vincoli di rappresentanza esclusiva (es. possono esistere più associazioni per la stessa attività professionale) nè scopo di lucro

(..)’’

 

Rimarcando, relativamente all’aderenza delle Associazioni alla normativa in vigore riguardo i termini in uso sin dall’attività pubblicitaria sui siti web delle stesse, il Ministero dello Sviluppo Economico evidenzia:

 

  • Estratto dagli ‘’ERRORI frequenti delle ASSOCIAZIONI’’ [PDF]:  (pag.1 di 5)

”ERRORI PIÙ FREQUENTI

Spesso le associazioni professionali che intendono entrare nell’elenco delle associazioni professionali previsto dall’art.2, comma 7, della legge 4/2013, compiono errori che pregiudicano o quanto meno ritardano il loro ingresso nell’elenco.

Uno degli errori più frequenti è l’uso di espressioni non corrette nella denominazione, nei documenti ufficiali (ad esempio nello statuto) e sul sito web.

Tra gli errori da evitare, se ne evidenziano alcuni particolarmente importanti e frequenti:

  • RIFERIMENTI INCONGRUI A “CERTIFICAZIONE”, ”QUALIFICA PROFESSIONALE”, “COMPETENZE” E “ACCREDITAMENTO”

Alcune associazioni si dicono in grado di rilasciare certificazioninei confronti dei propri iscritti. Si chiarisce che non è compito dell’associazione professionale certificare i propri soci, compito che spetta se mai ad un organismo di certificazione accreditato da ACCREDIA.

Infatti, la “certificazione” di qualità non va confusa con l’attestazione che le associazioni professionali possono rilasciare ai propri iscritti ai sensi degli artt. 4, 7 e 8 della legge 4/2013, in quanto essa può essere rilasciata solo da un organismo di certificazione accreditato da ACCREDIA ai sensi del suddetto regolamento europeo 765/2008.

(..)

In questo modo si ingenera nel pubblico confusione con gli “Attestati di qualifica professionale” rilasciati dalle Regioni, o da enti da loro accreditati (cfr. più oltre), nell’ambito delle competenze loro riconosciute, anche dalla Costituzione, in materia di formazione professionale.

Allo stesso modo sono censurabili espressioni, che pure talvolta si ritrovano nei documenti e nei siti web delle associazioni professionali, quali “attestato (o attestazione) di competenza”, o “certificazione delle competenze professionali”. Su quest’ultima espressione, va chiarito che essa è prevista dal D.Lgs. 16 gennaio 2013, n. 13, che peraltro è ancora in corso di implementazione, dato che prevede la pubblicazione, da parte dei Ministeri del Lavoro e dell’Istruzione, Università e Ricerca, di un Repertorio nazionale dei titoli di istruzione e formazione e delle qualificazioni professionali, al quale dovrebbero poi raccordarsi anche le qualifiche regionali. Tutto ciò è, attualmente, estraneo alla legge 4/2013.

Altre associazioni, invece, usano il termine accreditamento nei confronti dei propri soci, o di corsi o centri di formazione ai quali vogliono attribuire un particolare riconoscimento.

Anche in questo caso si chiarisce che il concetto di “accreditamento” è estraneo alle competenze delle associazioni professionali come previste nella legge 4/2013.”

 

FORMAZIONE CONTINUA PER GENERARE VALORE

Il sistema di promozione della Qualità a cui la normativa s.i. fa riferimento [c.2 dell’art. 6 ed art. 9, c.2] attiene le regolamentazioni UNI ISO: sistema articolato di procedure, volte a uniformare i processi e le competenze, a determinati standard.

In accordo con la lettura coerente del quadro complessivo dell’esigenza di formazione continua e specificata, si evidenzia l’experience d’apprendimento continuo in contesti di formazione non formale ed informale in cui tutte le professionalità, specialmente Formatori e Coach, sono ‘’chiamati’’ ad intervenire.

 

©Copyright Olga De Giorgi

 

 

 

 

 

# FONTI già inserite nel testo [doc. PDF e links]

 

 

 

 

 

 agg. 29/4/'21