Sviluppo del potenziale di prossimita’

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©Copyright Olga De Giorgi

 

Sviluppo del potenziale di prossimita'

 

..dalle teorie dall’apprendimento del bambino

all’applicazione delle stesse nell’apprendimento dell’adulto..

 

Zona di Sviluppo Prossimale di Vygotskij 

 

Lev Semënovič Vygotskij introduce, sviluppa e definisce il concetto di ZONA di SVILUPPO PROSSIMALE [ZSP] -  differenziata dalla zona più ampia dello sviluppo potenziale – in ottica prospettica, definendo ZSP la zona di sviluppo del potenziale ‘’di prossimità’’ ovvero come distanza / l’area tra il livello attuale E  il livello più alto ed ampio di sviluppo del potenziale.

Il concetto di zona di sviluppo prossimale proposto da Vygotskij  indica quell’area cognitiva nella quale il soggetto può spingersi oltre il suo livello di conoscenza attuale mediante il supporto / l’affiancamento / l’aiuto fornito da un esperto.

 

La zona di sviluppo prossimale si differenzia dal livello reale di sviluppo, perché mentre questo caratterizza lo sviluppo retrospettivamente, la zona di sviluppo prossimale caratterizza lo sviluppo prospettivamente

Presupponendo dinamicità, Vygotskij crede che lo sviluppo possa venire compreso solo osservando direttamente il processo di cambiamento, escludendo di considerare le situazioni come ‘’statiche’’ Vygotskij ritiene, infatti, che l’educazione/formazione dovrebbe essere basata sul livello potenziale dei soggetti, piuttosto che su quello reale: gli obbiettivi educativi/formativi sono così definiti in ottica prospettica.

E’ importante sottolineare che, secondo Vygotskij, all’interno della ZSP il comportamento del soggetto e quello dell’esperto si influenzano in maniera reciproca, l’educazione/formazione, quindi, non è unidirezionale, bensì è bidirezionale: attraverso l’interiorizzazione del dialogo tra maestro e allievo, l’educatore può modulare il proprio intervento in funzione della velocità di apprendimento dei diversi allievi (perciò di diverse ZSP).

Questa possibile espressione del potenziale < di prossimità > per qualsiasi risorsa è concretizzabile mediante il supporto, la collaborazione, la guida di una persona più esperta [= competente] che accompagna, stimola e ‘’spinge’’ oltre il livello attuale della competenza.

 

L’apprendimento si concretizza dapprima sul piano interpsichico, per (poi) maturare a livello intrapsichico, con il raggiungimento della piena autonomia.

 

In ambito educativo /formativo, è possibile intervenire sulla ZSP, definita come area determinata dalla differenza tra ciò che si è in grado di svolgere in completa autonomia e ciò che si in grado di attuare soltanto con il supporto  di un individuo più competente [educatore/supporter/trainer].

 

L’obbiettivo formativo di sviluppo / potenziamento di una competenza da livello attuale X

a livello desiderato Y avviene mediante un iter ben preciso..

 

Questo processo prevede che una persona più competente collabora con il soggetto al fine di aiutarlo a muoversi dal punto in cui si trova al punto dove può trovarsi facendosi aiutare.

Le nuove abilità devono però essere comprensibili al soggetto, benché non le sappia ancora padroneggiare autonomamente.

 

Un modo per valutare la ZSP è quello di osservare direttamente la successione di azioni e pensieri del soggetto mentre cerca di risolvere un problema:

ad es.1 fornendo una singola informazione e, poi, osservare i miglioramenti del soggetto nel risolvere / gestire il problema posto ;

ad es.2 presentare, durante la fase in cui c’è l’aiuto dell’esperto, quegli aspetti del problema che il soggetto inizialmente non aveva capito.

Questa persona esperta, fungendo da modello, guida e indirizza il soggetto che apprende, attraverso la partecipazione collaborativa, l’incoraggiamento, la discussione, il confronto. 

Quando il soggetto dimostra di saper fare da solo ciò che prima sapeva fare soltanto con la guida dell’ educatore / supporter / trainer, questo prova che la capacitò / abilità in oggetto è stata appresa ed interiorizzata.

 

Nella teoria di Vygotskij la ZONA di SVILUPPO PROSSIMALE [ZSP] focalizza sul concetto d’intersoggettività dell’apprendimento possibile mediante la partecipazione collaborativa alle fasi d’apprendimento con l’ausilio di una persona esperta che incoraggia, guida ed orienta la discussione/riflessione, mentre osserva l‘evoluzione dei ‘’cambiamenti ‘’ [Metodo Microgenetico]: l’influenza è reciproca dato che l’intervento della persona esperta si adatta di volta in volta, in relazione alla ‘’risposta’’.

Nell’ambito delle situazioni di < apprendimento >  l’intervento della persona esperta va calibrato: talvolta funge da tutor che asseconda la direzione dell’apprendimento sulla base degli interessi di ‘’chi sta apprendendo’’ ; in altri casi, conduce la direzione dell’apprendimento delle conoscenze scelte dallo stesso maestro.

 

 

 

Scaffolding di Bruner

 

Jerome Bruner riprende il punto di vista di Vygotskij, in ambito di sviluppo, sostenendo che la cultura forma la mente degli individui, in quanto intrinseca agli individui stessi. In questa prospettiva l’adulto assume il ruolo di ‘’impalcatura’’[=scaffold]  dello sviluppo..

 

Il concetto di Scaffolding è stato usato per la prima volta da Bruner come metafora per indicare l’intervento di una persona più esperta, che dà suggerimenti  / aiuta / supporta / forma un soggetto, per consentire di risolvere quel problema, svolgere quel compito, concretizzare quell’obiettivo che in completa autonomia il soggetto non sarebbe in grado.

L’azione di sostegno si traduce in una forma di tutoraggio: necessita di una verifica costante, per adeguare l’intervento stesso di volta in volta, ‘’rispondendo’’ agli effettivi bisogni – considerati i livelli di competenza raggiunti dal soggetto che apprende.

Il termine scaffolding richiama il concetto teorizzato da Vygotskij di “zona di sviluppo prossimale” [ZSP], con il quale si distinguono 2 aree, che interessano lo sviluppo individuale del soggetto:

1) area effettiva di sviluppo, relativa alle competenze effettivamente acquisite ad un certo momento dello sviluppo cognitivo di un soggetto;

2) area potenziale di sviluppo, che riguarda le competenze potenzialmente acquisibili in un futuro ravvicinato O (già) raggiungibili attraverso l’aiuto / il supporto / l’affiancamento di una persona esperta.

 

Anche nel concetto di Scaffolding, l’interazione promuove lo sviluppo: l’esperto ha cura del soggetto che apprende favorendo e sostenendo il dialogo costruttivo, ponendosi come sostegno attivo e strutturante.

Il supporto / affiancamento /aiuto dell’esperto sarà tanto più adeguato quanto più questi sarà sensibile e attento a modulare lo scambio con il soggetto che apprende: tale scambio è caratterizzato da momenti di attività alternati a momenti di pausa.

 

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SVILUPPO di PROSSIMITA’  IN CONTINUA EVOLUZIONE..

 

Sia lo Scaffonding di J.Bruner, sia la ZSP di Vygotskij si riferiscono ad aree mentali di sviluppo di prossimità in cui il soggetto che apprende è in grado di estendere o potenziare le proprie competenze grazie al supporto / affiancamento / aiuto di un esperto che, dapprima, mostra ‘’come si esegue’’, poi, osserva il progredire dell’apprendimento - intervenendo all’occorrenza in modo appropriato - fino a che il soggetto ‘’che apprende’’ dimostra completa autonomia nello svolgere correttamente il compito.

 

Si evidenzia che, entrambe le aree di sviluppo di ‘’prossimità’’ identificate come Scaffonding e ZSP attengono ad aree del potenziale del soggetto che sono in continua evoluzione: il livello attuale di manifestazione di una competenza – qualora già in possesso – O di un’attitudine – se presente – O l’assenza di know how inerente task / skill in oggetto, comporta misurazioni con differenti risultanze relative ai diversi  momenti /periodi temporali.

 

Teoria dello Sviluppo Mentale di Piaget

 

Al riguardo, si ricorda Jean Piaget che sostiene il fondamento della qualità costitutiva della conoscenza da attribuire proprio al soggetto stesso:  attivo costruttore delle proprie conoscenze.

Come l’organismo si modifica attraverso l’interazione con l’ambiente, spinto dal bisogno di realizzare con esso degli scambi sempre più ricchi ed efficaci, allo stesso modo spiega lo sviluppo mentale attraverso un principio che caratterizza l’evoluzione biologica di tutti gli organismi viventi secondo cui le strutture interne all’organismo si modificano continuamente per assolvere a bisogni nuovi, o precedenti, ma in condizioni mutate.

Queste modifiche sono risultato dell’interazione continua tra organismo e ambiente mediante i processi di assimilazione e di accomodamento che, completandosi, consenton un [nuovo] equilibrio.

La Teoria dello Sviluppo Mentale di Jean Piaget offre un quadro completo delle linee evolutive e cause soggiacenti, non solo dello sviluppo mentale, bensì dello sviluppo sensomotorio, percettivo, della memoria ed anche dello sviluppo morale

Secondo Jean Piaget il termine < genetico > non ha accezione di senso ‘’innato’’ o ‘’biologicamente determinato’’ bensì è da intendersi come < genesi / origine > E < sviluppo > delineando. in questo modo, la teoria della formazione della conoscenza come epistemologia genetica della conoscenza (1970).

 

 

Sviluppo del potenziale: da chi dipende?

 

In ambito di prestazioni eccezionali, K.A. Ericsson e altri psicologi, ritengono che gli ostacoli ad una performance ottimale differiscano da ‘’oggettivi limiti innati’’ in quanto è il soggetto stesso a valutare accettabile per sé il livello attualmente raggiunto, interrompendo il percorso d’ulteriore sviluppo/potenziamento..

 

Traslando dagli assunti della pedagogia [educazione dei bimbi] all’educazione degli adulti [andragogia] si ricorda il contributo di Malcolm Knowles segna il riconoscimento concettuale della responsabilità dell’adulto nell’assunzioni delle decisioni che lo riguardanoanche per quel che concerne l’apprendimento. L’adulto opta E sceglie d’apprendere  per soddisfare proprie esigenze interne [motivazioni] d’evoluzione:  l’oggetto d’apprendimento ha caratteristiche funzionali [focus risoluzione problemi concreti], è concertato, graduato, negoziato, partecipato, condiviso tra Formatore/Docente E discente/Partecipante.

Knowles definisce così  il Modello Andragogico come un sistema che include (anche) gli assunti della pedagogia identificando quelle casistiche in cui si conferma l’adeguatezza del modello pedagogico nei casi in cui il discente abbisogna di un intervento formativo indipendentemente dalla propria consapevolezza di tale necessitàad es. : contenuti professionali specifici, aggiornamenti, novità, know how a supporto del miglioramento di performances etc.  Questo è consigliato anche nei casi di forte dipendenza, per scarsa autonomia manifestata dal soggetto interessato.

 

 

Sviluppare il potenziale: una questione di scelte?

 

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Sviluppo del potenziale: formula di Brian Tracy

 

Efficacia formativa misurata

 

SOFT SKILLS: ATTITUDINI VS TRATTI di PERSONALITA’

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Olga De Giorgi

Consulente di Selezione, HR & Sales Consultant, Formatore

 

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