COMUNICAZIONE secondo Grice [PdC]

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©Copyright Olga De Giorgi

 

< COMUNICAZIONE secondo Grice >

 

Principio di COOPERAZIONE

di Herbert Paul Grice

 

 

"Il tuo contributo alla conversazione sia tale quale è richiesto,

allo stadio in cui avviene, dallo scopo o orientamento accettato

dallo scambio linguistico in cui sei impegnato." Grice

 

L’INTERAZIONE sottesa all’atto comunicativo è per Herbert Paul Grice il fondamento del Suo Modello di semantica centrata sul punto di vista del soggetto parlante: < quel che si vuol comunicare > con le parole è più del significato letterale dei termini stessi, è ciò che si crea dalle parole interrelate ad altre componenti.

In riferimento all’originaria pubblicazione della Sua opera ‘’Logistic and Conversation’’ (1975) Grice focalizza:

  • il concetto di significato
  • la logica della conversazione

Herbert P. Grice considera il < linguaggio come conversazione > identificando il significato essenzialmente connesso alle intenzioni del parlante, che va riconosciuto dall’ascoltatore.

Secondo Grice, la conversazione è un’attività linguististica razionale  E cooperativa, pertanto soggetta a regole tacite che delinea nel Suo PRINCIPIO di COOPERAZIONE [PdC], assunto in base al quale i soggetti sono motivati a dar il proprio contributo per la ‘’buona riuscita’’ della conversazione a cui partecipano.

Grice pone in stretta relazione il significato convenzionale del linguaggio E il CONTESTO CONVERSAZIONALE entro cui emerge.

 

‘’Conforma il tuo contributo conversazionale a quanto è richiesto,

nel momento in cui avviene, dall'intento comune accettato

o dalla direzione dello scambio verbale in cui sei impegnato.’’ Grice

 

 

Il < COME > E < QUANDO > di Grice..

 

 

MASSIME e ‘’IMPLICATURE CONVERSAZIONALI’’

di Herbert Paul Grice

 

Il Principio di Cooperazione [PdC] di Herbert P. Grice è rispettato nell’applicazione di 4 regole individuate e riunite in 4 insiemi di MASSIME conversazionali, richiamando le 4 categorie filosofiche kantiane di "quantità", "qualità", "relazione" e "modo", così esemplificate:

  • massima della quantità > contributo appropriato sotto il profilo della quantità di informazioni. il contributo alla conversazione sarà informativo quanto richiesto; si fornirà piuttosto l'informazione necessaria, né più né meno.
  • massima della qualità > contributo appropriato sotto il profilo della verità. Il contributo alla conversazione sarà vero (in buona fede): il parlante eviterà ciò che ritiene falso o ciò di cui non ha ‘prove’ sufficienti.

"Sii sincero, fornisci informazione veritiera, secondo quanto sai." Grice

  • massima della relazione > contributo appropriato sotto il profilo relazionale. Il contributo alla conversazione sarà pertinente all'argomento della conversazione, ad ogni stadio della comunicazione: senza uscire fuori tema.
  • massima del modo > contributo appropriato sotto il profilo dei modi/modalità. Il contributo alla conversazione sarà espresso in modo chiaro, sintetico, ordinato: nota come comunicazione efficace, Grice pone l’accento riguardo a < come si dice > .. "Sii perspicuo" raccomanda "Evita l'ambiguità".

 

"da chiunque abbia a cuore i fini centrali della conversazione/comunicazione

(ad esempio, dare e ricevere informazioni, influenzare gli altri ed esserne influenzati)

ci si deve aspettare un interesse, in circostanze adatte, a partecipare a scambi linguistici;

i quali però potranno essere considerati vantaggiosi soltanto in base all’assunto

che siano condotti in generale conformità al PdC ed alle sue massime." Grice

 

Naturalmente esiston anche altre regole che influenzano le conversazioni  (norme di cortesia, sociali, o morali): per Grice le regole conversazionali [=Massime] assicurano che l’efficacia dello ‘scambio’.

 

"Le massime [...] possono anche esser violate, ma rimangono immanenti alla comunicazione." Grice

 

La trasgressione di queste 4 massime può allontanare l’interlocutore dalla comunicazione efficace..

a) Si viola le Massime, nei casi di tentato inganno dell’interlocutore ;

b) Si nega il PdC, in tutte le manifestazioni di assenza di collaborazione ;

c) Si può avere un conflitto fra diverse massime, se nel rispettarne una se ne deve infrangere un'altra ;

d) Si evita una Massima, nell’ostentare la mancata soddisfazione di questa (ad es.: con ironia).

 

Grice rileva che – in ogni caso -  la violazione sistematica di una o più Massime della conversazione tende a realizzare significati diversi dal semplice significato a cui il mero linguaggio rimanda.

Ancora l’intenzionalità è il fulcro del senso..

 

Qualora il parlante tenti - benchè violi una o più massime - di ricongiungere tale ‘trasgressione’ all’interno del Principio di Cooperazione, darà ad intendere che ‘’sta suggerendo’’ qualcosa al di là dell’esplicito significato delle parole utilizzate, volendo sottintendere qualcosa che non ha espresso direttamente: conscio del PdC  cercherà di armonizzare l’apparenza dissonanza derivante dalla ‘trasgressione’ rispetto alla sua volontà di cooperare dando origine all’IMPLICATURA CONVERSAZIONALE così denominata da Grice, ovvero questa ’parte mancante’’ ed implicita della comunicazione, l’informazione supplementare inepressa verbalmente, così identificata data la supposta aderenza al PdC ed alle relative Massime.

 Chi ascolta quindi..

"deve comprendere che l'informazione che riceve in forma esplicita

non soddisfa le esigenze della conversazione e, quindi, dovrà cercare di

recuperare deduttivamente il contenuto implicito che difetta." Grice

 

Fondamentale, per la riuscita delle Implicature, è l'assunzione di cooperatività dei parlanti.

Le Implicature Conversazionali contemplate da Grice sono specifiche della conversazione in atto ed hanno la funzione di attivare un ragionamento circa l’intenzione dell’interlocutore:  dal punto di vista pragmatico, il concetto di Implicatura Conversazionale costituisce un fondamento dell'informazione proveniente dal rapporto tra linguaggio E contesto in cui viene usato.

 

‘’Di un uomo il quale dicendo (o facendo mostra di dire) p abbia implicato che q,

si può dire che ha implicato conversazionalmente che q, nel caso in cui:

(1) si abbia motivo di presumere che egli stia conformandosi alle massime conversazionali,

o almeno al principio di cooperazione;

(2) per rendere coerente con questa presunzione il fatto che egli dice o fa mostra di dire p

(o che fa l'una e l'altra cosa in quei termini) è richiesta la

supposizione che egli si renda conto che, o pensi che, q;

e (3) il parlante pensa (e si aspetta che l'ascoltatore pensi che lui pensa)

che faccia parte della competenza dell'ascoltatore inferire, o afferrare intuitivamente, che

è richiesta la supposizione indicata in (2).’’ Grice

 

Le Implicature Conversazionali di Grice sono tali in quanto essenzialmente collegate ad alcuni aspetti del discorso  e si distinguono sia dalle presupposizioni [conoscenze comuni - o presunte tali – date per ‘scontato’] sia da altri di tipi di implicature, ad es. implicature convenzionali, ovvero legate al semplice significato convenzionale delle parole usate nel discorso.

 

"Egli ha detto che p;

non c'è motivo di credere che non si stia conformando alle massime, o per lo meno al pdc;

egli non potrebbe farlo se non pensasse che q;

sa (e sa che io so che lui sa) che io posso capire che è richiesta la supposizione che lui pensa che q;

non ha fatto niente per impedirmi di pensare che q;

intende farmi pensare, o almeno è disposto a lasciarmi pensare, che q;

e dunque ha implicato che q.’’ Grice

 

 

 

..Tu sei d’accordo con la < COMUNICAZIONE secondo Grice >?

 

 

 

 

Nel mio format dedicato al mio concept < Comunicazione di Qualità > si sviluppa ed approfondisce il concetto di COMUNICAZIONE a partire dalla disponibilità all’interazione positiva e costruttiva, richiamando alcuni punti focali del Principio di Cooperazione e dalle Massime di Herbert P. Grice.

Perché?

In ottica di Time Management [locus of control] e di self awareness è deleterio ‘’esser sempre disponibili’’ a chiunque ed in qualsiasi momento: è bene saper dire ‘’no’’ O ‘’non ora’’ O ‘’non a queste condizioni’’..

XXX16_III_COMUNICAZIONE secondo Grice [PdC] on selezione-formazione.org - ODG16Nella realtà siamo tutti esseri umani con proprie peculiarità, preferenze ed esigenze che van rispettate, questo comporta ad ognuno la scelta di interagire  ‘’con chi’’ E ‘’quando’’ E ‘’se’’ E ‘’a quale intensità/profondità’’ intende relazionarsi, in relazione alla propria sincera disposizione.

Questa continua connessione con Sé è parte dell’Intelligenza Emotiva, così come la capacità di ‘’connettersi’’ in sinergia con gli altri è propria dell’Intelligenza Emotiva, competenza specifica E composita a cui ho dedicato diversi miei articoli.

In ambito professionale, siamo consci dei < modi che fan la differenza > E la COMUNICAZIONE è protagonista in molteplici, infinite ns azioni quotidiane che, benchè possano esser finalizzate alla semplice esecuzione di un compito/mansione, nello svolgere la propria attività professionale, il COMUNICARE riveste un ruolo essenziale. Grice esplora gli assunti dell’efficacia comunicativa nelle Sue Massime e ne amplifica il nesso con gli outcomes delle Implicature Conversazionali.

Almeno quando si è motivati [si vuole] saper < come > comunicare E saper gestire le criticità per vivere armoniosamente le relazioni interpersonali [professionali E non], rispettando Sé stessi, anche nella propria disponibilità, è un regalo dal valore inestimabile.

 

©Copyright Olga De Giorgi

 

 

 

 

 

Olga De Giorgi
CONSULENTE di SELEZIONE, HR & SALES CONSULTANT, FORMATORE

 

 

 

 

 

 

 

Citazioni tratte:
rif.pubblicazione dell’autore Herbert Paul Grice ’’Logistic and Conversation’’ (1975)
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