Fidelizzare ..chi?

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Fidelizzare ..chi?

  • Clienti
  • Followers
  • Partners commerciali / fornitori
  • Collaboratori / dipendenti

 

Contestualizzare ed applicare il processo di fidelizzazione è possibile in situazioni differenti come quelle che coinvolgono clienti, followers, collaboratori, partners commerciali?

Certo che SI’. In realtà, prima di avviare un percorso volto a concretizzare maggiore fidelizzazione, è bene porsi la prima domanda chiave

Si è motivati all’impegno d’ENGAGEMENT conseguente?

Chiarire (e chiarirsi) molto bene i vantaggi ed i benefici che eventualmente si trae da un maggiore impegno volto alla creazione e mantenimento delle condizione che agevolano e realizzano la fidelizzazione consente g di individuare le aree aziendali coinvolte, ed eventuali shakeholders.

Alcuni esempi

  • Fidelizzare clienti:

es.domanda: il core-business prevede la fornitura di prodotti/servizi con ripetitività su quel target?

Una casa la si compra ogni xxx anni di media  un dentifricio lo si acquista ogni 2 settimane.

 

  • Fidelizzare followers:

es.domanda: nel settore di riferimento, i followers s’identificano come ‘mono-marca’ o ‘multi-brands’?

Lo studio professionale a cui ci si rivolge ‘’affidandosi’’   cantanti e/o gruppo musicali si apprezzano e si ascoltano a frequenza alterna.

 

  • Fidelizzare partners commerciali:

es.domanda: la co-partnership quali finalità ha?

  1. Condividere portafogli clienti considerando i prodotti/servizi complementari rispetto i caratteristici dell’usual core-business orienta le scelte a quei prodotti/services affini o succedanei già ricercati/graditi dagli stessi targets/clusters nel segmento di comune interesse
  2. Condividere valori e mission per potenziarne l’effetto sul mercato.

 

  • Fidelizzare collaboratori / dipendenti:

es.domanda: la realtà organizzativa è in crescita/sviluppo, consente piani di carriera e/o l’arrichimento di skills abilities?

Collocare risorse in un progetto (davvero) a tempo determinato per il raggiungimento delle finalità del progetto è diverso dall’implementare l’organico in staff di una nascente Business Unit strategicamente posta in una data area geografica con l’obbietto di posizionarsi stabilmente.

 

Si potrebbe continuare ovviamente..

 

Il processo di fidelizzazione segue sempre un preciso sviluppo step by step, benchè si esplica con ruoli professionali, tecniche & strumenti, canali, procedimenti, risorse (umane e non), appropriati rispetto al contesto ed alle finalità: il ciclo a fasi sequenziali segue la logica per cui

si progetta > si avvia e sviluppa > si monitora > si valuta > si consolida e/o si ri-modula 

..per tutte-le-volten (!)

Image © Olga De Giorgi

Il processo di fidelizzazione – per chi lo conosce – prevede una sequenza ben definita di steps con l’obiettivo di giungere all’inequivocabile ‘’fidelizzazione’’ cioè ad un livello di soddisfazione tale che supera addirittura la più alta aspettativa [Loyalty]. Come si giunge all’Engagement, a Fidelizzare e,  meglio ancora, alla Loyalty Satisfaction?  

  • Conoscenza approfondita delle esigenze dell’interlocutore/i [cluster/target], individuando motivazioni, esigenze e ‘’bisogni’’ espliciti e latenti, delineando le possibilità di sviluppo di prossimità [opportunities], frequentando i loro stessi ‘’luoghi\canali, identificando i comportamenti per provar ad intuire e comprenderne le logiche sottostanti al decision making, considerando quegli attributi di valore associati che ‘’fan sì’’ che la persona scelga il ns prodotto|servizio, la ns azienda / ns Brand e rinnovi questa <scelta> più  volte;
  • Competenze specifiche da intendersi come know how di settore / d’area –inclusivo della normativa saliente e pertinente- e sia nell’adozione di tecniche, strumenti (digitali e non) e metodi atti a supportare e sviluppare lo stesso processo di fidelizzazione: si consideri la compresenza di hard & soft skills relative ai profiles ;
  • Expertise a livello corporate, e monitoraggio costante e puntuale delle tendenze di mercato che coinvolgono gli shake holders affinchè si possano ‘intuire’ (anticipare) / identificare nuove esigenze nascenti, comprenderle per ri-allineare il proprio modus operandi e la propria proposta in termini ‘’di contenuto,,

Quanto sopra sintetizzato implica capacità di ‘lettura’ e di corretta interpretazione di KPI / dati / informazioni [considerando ‘’scelte /comportamenti’’], affiancata dall’indispensabile capacità di saper dialogare con l’audit d’interesse: dall’ascolto effettivo consegue una ri-elaborazione propositiva che dovrà esser ‘tradotta’ ai livelli best executions, in ottica d’allineamento ai perni della strategia aziendale, ai relativi obbiettivi, e di rispecchiamento di vision, mission e valori aziendali [Brand]: mentre si esprime il proprio core-business in nuova chiave, si ha l’opportunità di ri-affermare quel che si è e ‘’si rappresenta,, professionalmente.

Nel rapporto CorporateCliente, il flusso di Gestione Clienti comporta – prima o poi – l’interazione ad personam, dato che il ‘’ motivo di contatto ‘’ riguarda sia l’aspetto oggettivo sia l’aspetto di soggettivo che incide nella relazione  vera e propria [applicabile la metodologia suggerita nel capitolo dedicato incluso nei miei e-books©].

Perché il processo di FIDELIZZAZIONE che procede LINEARE step-by-step risulta (invece) così difficile da attuare e riprodurre?  Da dove nasce la < confusione > ?

Un cenno ai più evidenti indici di problematiche nel processo di fidelizzazione:

  • ‘interruzioni’ di flusso / discontinuità
  • case to case irrisolti O mal risolti > reclami = che non si è in grado di gestire con soddisfazione reciproca
  • insoddisfazioni latenti
  • scarsa efficacia comunicativa / strategia di comunicazione inadeguata
  • troppa burocrazia / eccessi procedurali / processi interni ‘complessi’
  • mancanza del rispetto dei ‘tempi’
  • assenza / inadeguatezza di tecnologie
  • disallineamento tra strategia / executive
  • inadeguatezza e/o scarsa dimestichezza nell’utilizzo di strumenti (digitali e non)
  • interpretazione erronea di dati, informazioni, logiche, dinamiche
  • know how carente & skills inadeguate
  • disinteresse

Quali soluzioni?’’

 

Per colmare il GAP di competenze inerenti l’ambito della Gestione Clienti è possibile avvalersi della mia collaborazione o richiedere mie consulenze [contattami compilando il format ”qui”]: al contempo sono disponibili approfondimenti specifici mio e-book© dedicato presentato online ”qui”, appositamente strutturato per professionisti, figure manageriali ed imprenditori per sostanziarne la professionalità e render le risorse in grado d’identificare, introdurre, orientare, accompagnare / sviluppare soluzioni più efficaci, applicando i modelli, le tecniche/metodi e le norme pertinenti.

 

 

 

Non è possibile risolvere un problema
allo stesso livello di pensiero che ha contribuito a crearlo”.
                                         Albert Einstein

 

 

©Copyright Olga De Giorgi

agg. 26/4/’21

 

 

Pubblicato in SVILUPPO del POTENZIALE.

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